Impugnando il biblico simbolo della pace, rami di ulivo arrivati per l’occasione da un benefattore sin dalla Sicilia, più di 1200 persone si sono date appuntamento e si sono incontrate nella cattedrale di Bruxelles la Domenica delle Palme; la comunità italiana si è ritrovata così per celebrare insieme la memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme. La liturgia è stata presieduta da Don Claudio Visconti, coordinatore della pastorale italiana della diocesi di Bruxelles, con altri sei sacerdoti, tra cui il vicario episcopale Eric Vancraeynest.
Lo slogan che ha invitato tutti alla festa e che ha fatto da riferimento per l’intera celebrazione è stato il versetto del Vangelo di Matteo (Mt 27,49), che ci racconta le parole stesse proferite da Gesù sulla croce, nel momento più duro della sua vita: Elì, Elì, lemà sabactàni?”, che significa “Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato?”.
Questo l’atroce grido di Gesù sulla croce, parole dure e forti di Colui che dopo aver sperimentato il tradimento di Giuda, il rinnegamento Di Pietro, l’abbandono dei suoi discepoli, sperimenta ora, il silenzio di Dio, forse il dolore più grande. Quel Padre con il quale Gesù intesseva un dialogo quotidiano, oggi sembra non ascoltarlo più. Abbiamo scoperto soffermandoci su queste Parole che esse sono l’inizio di una preghiera, il salmo 22, l’ultima preghiera che Gesù ha recitato prima di morire, nella quale viene profeticamente descritto il cammino del Giusto sofferente; ma dopo parole tanto dure sorprendentemente questa preghiera si apre alla speranza: “Lodate il Signore, perché non ha sdegnato l’afflizione del misero, ma al suo grido di aiuto lo ha esaudito”. Preghiera di profonda amarezza, di paura, di desolazione ma possiamo dire non di disperazione; quel grido iniziale nel susseguirsi della preghiera si trasforma in speranza, in fiducia in quel Dio all’inizio assente. Oggi ancora persone nelle nostre comunità soffrono nel corpo e nello spirito; oggi ancora uomini e donne nelle nostre città sono prede di cattiveria di violenza; oggi ancora paesi interi del nostro mondo sono pervasi dall’odio e dalla guerra. Abbiamo pregato perché questo grido che sale oggi dall’umanità possa incontrare, nel fondo del cuore, la fiducia in quel Dio che non lascia mai nessuno solo.
don Claudio Visconti
